"The impossible exists only until we find a way to make it possible" Mike Horn

martedì 29 luglio 2014

Racconto (estratto): Dominique e la preparazione al grande salto

(All rights reserved)
(segue da "Dominque e la Magnolia")
L'aria era leggera, così lontana dalla calura estiva tipica del mese di luglio, e Dominique camminava piano tra i vecchi palazzi e quell'inconfondibile odore di antico che promanava dalle grate degli scantinati a bordo strada.
La sede della rivista non era lontana dal parco; durante il tragitto molte emozioni si affollavano nella sua mente : avrebbe lavorato per una delle riviste più note e più sognate del settore. Era davvero una grande occasione, si sentiva fiero e allo stesso tempo un pò turbato dall'opportunità che gli era stata data.
Questa occasione gli era piovuta quasi dal cielo, mai si sarebbe aspettato quella telefonata eppure era arrivata e adesso era lì, al cospetto di questo enorme palazzo pronto a ricevere le istruzioni per l'inizio di questa nuova avventura.
Saliva le scale un gradino dopo l'altro con il cuore che batteva forte.  All'esterno nessuno avrebbe colto la sua tensione nascosta dietro ad un sorriso e l'aria imperturbabile, ma Dominique sentiva che stava giocando una delle partite più significative della sua vita. Già era accaduto in altre due occasioni ed in entrambe aveva vinto.  Anche stavolta, era certo, ce l'avrebbe fatta. 
All'ingresso la segretaria del direttore lo attendeva. Era una graziosa e gentile ragazza dai capelli rossi che lo accompagnò in una luminosa sala riunioni. Il direttore arrivò dopo pochi minuti.  Guglielmo Della Rocca era un uomo alto, i capelli brizzolati e l'aria severa; entrò nella stanza salutando Dominique con un sorriso affabile e ringraziandolo per aver accettato l'invito. 
"Dominique, come saprai, noi siamo un'azienda grande, strutturata e abbiamo un target da rispettare.
Non possiamo permetterci di sbagliare. Mai. Con questo non voglio terrorizzarti, ma voglio che ti sia chiaro qual è il nostro modo di lavorare. Tu sei molto giovane e non hai ancora raggiunto quella maturità professionale che generalmente cerchiamo nei nostri collaboratori. Tuttavia sappiamo che sei un'ottima penna, un ragazzo serio e fattivo. E sappiamo anche che sei un abile alpinista e noi abbiamo bisogno non solo di un giornalista ma anche di qualcuno che sia in grado di scalare quella montagna. Abbiamo deciso di darti fiducia, perché ci fidiamo molto delle tue referenze. L'incarico che vogliamo affidarti è importante e ti consentirà, se riuscirai a portarlo a termine in maniera esemplare, di fare il salto di qualità che alla tua età si impone e che ti spianerà la strada. L'impresa, evidentemente, è onerosa e per certi aspetti è un salto nel buio per entrambi. Te la senti di far parte del nostro team?"  
Dominique ascoltava quelle parole così dure, dirette.  Il direttore era noto per il suo rigore e per il suo perfezionismo, ma ne apprezzava i modi decisi e trasparenti: non c'era nulla, infatti, che odiasse più dei giri di parole, delle mezze verità o peggio delle bugie che in tutti quegli anni aveva sentito. Della Rocca avrebbe potuto insegnargli tanto e Dominique non aveva alcuna intenzione di lasciarsi spaventare dall'impegno e dai rischi che accettare quella proposta avrebbe comportato e rispose con fermezza: "Direttore, la ringrazio davvero molto per la fiducia che mi sta accordando e credo di potermi assumere il rischio di questa collaborazione. E' vero: sono giovane e non ho ancora maturato il livello di esperienza per voi auspicabile, ma posso assicurarle che mi sono sempre impegnato a fondo in qualsiasi cosa abbia fatto; ho sempre amato scrivere più di qualunque altra cosa e ho sempre cercato di farlo nel migliore dei modi, con puntualità, precisione e motivazione. E intendo dare il meglio di me anche questa volta".
"Bene Dominique. Noi cerchiamo persone che riescano a portarsi oltre i propri limiti. Spero dunque non deluderai le nostre aspettative.  Per quanto riguarda i dettagli dell'impresa, ti anticipo che l'inizio della spedizione sul Fitz Roy è prevista per il mese di dicembre. Alessandro Molinari, l'alpinista che scalerà il ghiacciaio, come sai, ha deciso di farlo in free-solo e questo rende molto più affascinante, ma anche molto più pericolosa, l'avventura. Partirete per la Patagonia il primo dicembre e vi tratterrete lì fino a quando le condizioni meteo non consentiranno l'ascensione. Come puoi immaginare è possibile che ci vogliano settimane e settimane, quindi è necessario che tu mi garantisca la totalità del tuo tempo di qui ai prossimi mesi.  Faranno parte del gruppo Claudio Ancillotti, che collaborerà con te alla stesura dei testi, Albert Cortina, fotoreporter e Hans Mayer videomaker.  Ancillotti e Mayer seguiranno l'ascensione da un elicottero; Cortina scalerà con te e sarete accompagnati da una guida locale che abbiamo già scelto. E' stato organizzato tutto in maniera molto accurata. Per i dettagli, domani mattina ti contatterà Sara Padovani, la mia collaboratrice, che ti darà tutte le necessarie informazioni sia per quanto riguarda l'organizzazione della spedizione sia per quanto riguarda tutti i termini della nostra collaborazione. Benvenuto a bordo Dominique".
Dominique percorse il corridoio che portava all'uscita, dagli uffici provenivano voci e risa che si mescolavano al ticchettare veloce delle dita sulle tastiere. Arrivò nell'atrio e uscì.  Una pioggia leggera scendeva sulla città, l'aria era fresca e Dominique inspirò profondamente.
Non era ancora completamente consapevole di ciò che gli stava accadendo, ma sentiva che adesso i riflettori erano accesi su di lui: Della Rocca non scherzava ed anche Martin Giraud, il mentore di Dominique, uno dei primi direttori con cui aveva collaborato, avrebbe vigilato attentamente sul suo operato.
Dominique aveva sentito riaccendersi dentro di sé la scintilla della sfida, cui si sarebbe approcciato con la fierezza e l'umiltà che da sempre lo contraddistinguevano. Ancora una volta avrebbe spinto al massimo le proprie capacità di giornalista e di alpinista; ancora una volta avrebbe cercato di dare il meglio di sé e di superare i propri limiti.  "Cerchiamo persone che riescano a portarsi oltre i propri limiti": queste erano state le parole del direttore ed era proprio questo lo spirito che aveva consentito a Dominique di farsi strada nella vita personale e professionale; aveva sempre scelto la via più difficile per realizzare se stesso e non si era mai arreso davanti agli ostacoli.  Più ardua era la sfida più forte diventava la motivazione e più agevolmente riusciva a conquistare il risultato. Sentii una gran forza ed una grande energia dentro di sé. Finalmente le sue più grandi passioni, il giornalismo e l'alpinismo, si coniugavano in un'esperienza che l'avrebbe portato a superare se stesso.  Le aspettative di tutti erano molto elevate, ma era lui che stava puntando tutto su quella carta e non poteva e non voleva perdere.  Nei mesi che lo separavano dalla spedizione si sarebbe allenato duramente e durante l'estate avrebbe fatto un viaggio in Patagonia per iniziare a respirarne l'aria e le sensazioni, un viaggio propedeutico che avrebbe reso più ricco e avvincente il suo reportage.
Guardò l'orologio, erano le sei.  Doveva affrettarsi, il volo per Parigi sarebbe partito dopo un'ora.
Chiamò un taxi e corse in aeroporto.
Mentre l'aereo si staccava da terra, ripensò a quella giornata piena di emozioni, al mattino di riflessione e di quiete al parco che gli aveva restituito serenità ed al pomeriggio che gli aveva dato una gran carica riaccendendo la fiamma della competizione e della battaglia. Adesso era sul trampolino ed era finalmente pronto al grande salto. Chiuse gli occhi e sorridendo si lasciò cullare dall'aereo che, volteggiando tra le nuvole, conquistava la propria rotta.

venerdì 25 luglio 2014

Fiaba:"Giulietta e l'incontro con lo squalo vampiro".

(All rights reserved)
Questa è la storia di Giulietta e del suo incontro con Baz, lo squalo vampiro!
Giulietta ha cinque anni, tanti riccioletti, occhi chiari ridenti e l'aria simpatica e furbetta!
Ama trascorrere i suoi pomeriggi immersa nella sua stanza tra fogli e matite colorate inventando storie e immaginando mille avventure.
Oggi Giulietta è particolarmente contenta.
E' una bella giornata di primavera e, all'uscita dall'asilo, ha fatto una lunga passeggiata al parco con la nonna. Insieme hanno ricordato i nomi dei fiori e dato da mangiare alle paperelle nel laghetto.
E poi, immancabile, è arrivato anche l'appuntamento con l'altalena. Giulietta adora andare sull'altalena!
Ad ogni spinta le sembra di avvicinarsi sempre più a quelle nuvolette bianche e soffici come ovatta; che bello sarebbe poterle toccare, rotolarcisi sopra e saltellare dall'una all'altra!
Un gioco dopo l'altro, giunge l'ora della merenda e Giulietta e la nonna rientrano a casa.
La nonna ha preparato una deliziosa crema alla frutta con fragranti biscottini che Giulietta mangia di gusto, seduta in cucina, mentre un delicato profumo di fiori entra dalla grande vetrata aperta.
Terminata la merenda e dato un bacio alla nonna, Giulietta si dirige saltellando nella sua cameretta dove il suo ultimo disegno attende di essere completato.
E così mentre Giulietta è intenta nella sua opera, con le dita incollate e i brillantini cosparsi sul suo tavolino, sente un rumore venire dal terrazzo.
Apre la grande vetrata, si guarda attorno e vede spuntare tra i rami dell'acero rosso una pinna...
"Una pinna?" si chiede con gli occhi pieni di stupore!
Eh sì, proprio una pinna, grigia e lucente!
Giulietta sposta le foglie ed ecco comparire anche il proprietario della piccola pinna: uno squaletto dal mantellino rosso, l'aria un pò goffa e intimidita.
"E tu chi sei?" esclama Giulietta, tra l'incerto e il divertito.
"Ciao", risponde un pò impaurito lo squalo, "Io sono Baz, lo squalo vampiro, e tu chi sei?"
"Io mi chiamo Giulietta e questo è il mio terrazzo. Cosa ci fai nascosto dietro l'albero della mia mamma? Non dovresti essere a nuotare nell'oceano?"
"Viaggiavo con il mio elicotterino ma son caduto! Non sapevo dove fossi e mi sono nascosto. Non vorrai mica mangiarmi adesso?"
"Mangiarti? Io non mangio gli squali!" risponde la bimba ridendo.
"Meno male!" esclama lo squalo vampiro. E così, rassicurato, saltellando sulla coda si avvicina a Giulietta e, porgendole la pinna, con un inchino dice "felice di conoscerti Giulietta e scusa se il mio elicotterino è finito tra le piante della tua mamma".
"Oh, felice di conoscere te squaletto" risponde Giulietta. "Adesso però dobbiamo liberare il tuo elicotterino prima che torni la mia mamma".
Giulietta e Baz, tira di qua e tira di là, riescono a liberare l'elicotterino dai gerani e lo posizionano accanto alla vetrata.  L'elicotterino è intero e, per fortuna, è in grado di volare ancora!
Giulietta e lo squalo vampiro si concedono un attimo di riposo e Giulietta domanda:
"Squaletto, da dove arrivi con il tuo elicotterino?"
"Vengo dal Pianeta Papero, un pianeta lontano miliardi di anni luce dalla Terra".
"Ma allora sei in viaggio da miliardi di anni?" risponde Giulietta un pò perplessa.
"No, perché accanto alla Luna c'è una piccola porta, che voi non riuscite a vedere; con un telecomando la porta si apre e si entra in una galleria che veloce porta sul mio pianeta."
"Che bello, squaletto! Raccontami com'è fatto il tuo pianeta. Ci sono i fiori e le piante? E le altalene? E, dimmi, tutti gli animali parlano?" Giulietta è davvero curiosa e vorrebbe proprio saper tutto dello squalo vampiro e del suo pianetino.
"Il mio pianeta è un pò più piccolo della Terra e ha due grandi continenti. Un continente dove tutto, le pianure e le montagna altissime, sono completamente ghiacciate ed è abitato solo da grandi orsi bianchi e pinguini con la pancia blu. Il mare è freddissimo e vi nuotano solo le temerarie foche viola.
Lì non crescono alberi, ma solo grandi fiori bianchi, azzurri e lilla che cantano sulle note del vento.
Tutti gli animali si nutrono di piccoli frutti gialli che crescono sui pendii assolati delle montagne.
E poi c'è un altro continente, circondato da un mare caldo color smeraldo dove nuotano milioni di pesciolini dai mille colori, che hanno costruito le loro case tra i coralli rosa e le rocce chiare.  Il mare bagna spiagge grandissime che si estendono fino a diventare deserti di sabbia rossa.
Più all'interno, in questo continente, ci sono grandi colline verdi, boschi e torrenti di acqua fresca.
Questo continente è abitato da papere azzurre che governano l'intero pianeta e poi da mucche, uccellini e farfalle multicolori. Ci sono milioni di alberi e fiori molto diversi da quelli che avete sulla Terra, più grandi, più colorati e, poi, ognuno ha una caratteristica particolare.  Ai fiori, come ti dicevo, piace cantare, mentre gli alberi amano fare lunghe passeggiate, attraversando il deserto, per vedere il mare".
"Squaletto, ma anche voi avete il Sole?"
"Abbiamo un grande Sole arancione, molto simile al vostro; però se guardi bene il nostro sole è speciale, perché ha gli occhi, il naso e un gran sorriso. Solo quando è arrabbiato scompare dietro alle nuvole e lascia che scenda giù la pioggia. E quando questo accade gli alberi, le piante e i fiori si rifugiano nelle grotte, non crescono più i frutti del mare e della terra e l'acqua dei torrenti diventa amara".
"E si arrabbia spesso il vostro Sole?" chiede Giulietta.
"No, soltanto quando gli abitanti del pianeta litigano tra loro. E' per questo che non ci sono mai guerre sul pianeta Papero; gli abitanti hanno imparato a vivere in armonia tra loro per godere dei benefici del Sole ed essere felici".
Giulietta fa ancora tante domande allo squalo vampiro e scopre che quest'ultimo fa parte di una nobile famiglia che abita su un'isoletta del continente dal mare smeraldo.  Indossa una mantellina rossa in segno della sua regalità e si nutre solo di succo di pomodoro.
Ormai è sera e la nonna chiama Giulietta per il bagnetto e la cena.
"Adesso devo andare Baz. Ma tornerai a trovarmi per raccontarmi ancora del tuo pianeta?"
"Certo Giulietta!"
E così con la promessa di rivedersi ancora, Giulietta e lo squalo vampiro si salutano.
Lo squalo parte a bordo del suo elicotterino rosa mentre Giulietta lo saluta con la manina dal suo terrazzo.
Il suono del campanello della porta di casa annuncia finalmente l'arrivo di mamma e papà.
Giulietta corre loro incontro, felice di riabbracciarli! Come ogni sera, dopo cena, seduti sul divano, tra tante coccole, giocheranno e si racconteranno le avventure della giornata!






mercoledì 16 luglio 2014

Racconto (estratto): Dominique e la magnolia

(All rights reserved)
Era disteso sul prato all'ombra dei platani, ascoltando il dolce fluire delle acque del fiume, mentre il profumo dell'erba fresca del mattino si mescolava alle note armoniose dei fiori di gelsomino del vicino bistrot.
Alle sue orecchie arrivavano le incitazioni degli allenatori della scuola di canottaggio, gli strilletti dei bimbi che con i nonni attraversavano il parco e, soltanto in lontananza, il rumore di sottofondo della città.
Dominique amava quella città, amava la dimensione di quiete e la sensazione di pace che ogni volta che vi si recava lo pervadeva. Aveva vissuto pochi mesi tra i palazzi antichi, le piazze e le colline di quel salotto un pò nostalgico e dalla forte ispirazione francese, eppure quel periodo aveva lasciato dentro di lui un'impronta profonda. E adesso, come altre volte nei mesi precedenti, aveva accolto con favore questa breve trasferta, lontana dai cieli un pò grigi e dal traffico impazzito di Parigi.
Una notte ed un giorno da spendere, finalmente, lontano dalla routine.  Era un pò affannato in quel periodo per i delicati impegni professionali e per le inaspettate prove che la vita gli aveva posto.
Ma la sorte aveva voluto che in quei giorni una nota rivista avesse deciso di proporgli un nuovo reportage.
L'idea lo entusiasmava, gli aveva dato nuova adrenalina dopo lunghi mesi in cui i suoi articoli erano stati incentrati prevalentemente sulla posizione assunta dagli Stati e dai cittadini nei confronti dell'Unione Europea. Un argomento certamente interessante che aveva approfondito con numerosi viaggi ed interviste, sicuramente stimolanti, ma che lasciava sempre in lui una sensazione di disagio, di disappunto, se non, in alcuni casi, addirittura di fastidiosa impotenza. Non gli piaceva la gestione delle politiche nazionali ma ancor più si rammaricava della scarsa incisività del ruolo degli organismi europei, che non riuscivano ad espletare quella funzione di garanzia e di effettivo coordinamento che sarebbe loro spettata.
Ma adesso una nuova sfida si affacciava nella sua vita professionale: un reportage sull'ascensione in free-solo di una montagna fino a quel momento considerata inaccessibile in quella modalità.
L'altro emisfero e una nuova avventura lo attendevano.
Avrebbe raccontato i momenti precedenti l'ascensione, quella sensazione mista di impazienza, paura, invincibilità...e poi avrebbe raccolto il racconto delle emozioni degli alpinisti durante la salita e avrebbe raccontato le sue stesse emozioni nello scalare quel ghiacciaio, la trepidante attesa, il timore sui passaggi più ardui, l'esaltazione e la gioia al raggiungimento della vetta.
Il suo reportage avrebbe fatto il giro del mondo e, da appassionato di alpinismo, il suo unico desiderio era quello di riuscire a trasmettere ai lettori le sensazioni che solo la montagna è in grado di suscitare.  Perché la montagna per lui non era solo passeggiate tra i boschi, polenta nei rifugi e calde serate davanti al camino...la montagna era passione, sacrificio, impegno e rispetto. E ancora una volta aveva la possibilità di essere testimone e, in parte, protagonista di tutto ciò.
Nel pomeriggio l'attendeva una riunione con il direttore della rivista per fissare i dettagli della collaborazione e della spedizione.
Era impaziente e carico di energia, ma allo stesso tempo desiderava godersi il senso di pace di quelle ore, aveva voglia di fermarsi un momento, sentir fluire le sensazioni dei giorni precedenti e lasciar scivolar via da sé ciò che l'aveva turbato.
Mentre seguiva il filo dei suoi pensieri un fiore di magnolia attirò la sua attenzione. Quel fiore gli era sempre piaciuto, non solo per la delicatezza e la purezza dei suoi colori e dei suoi petali, ma anche per la sua profonda capacità di adattamento che gli  aveva permesso, nei secoli, di svilupparsi e crescere nei territori più disparati, dall'Europa, al Nord America all'Asia; per la sua forza che gli consentiva di resistere, nonostante l'apparente delicatezza, anche negli ambienti più ostili come l'Himalaya; e per l'essere simbolo, nel linguaggio dei fiori, di valori come la dignità e la perseveranza.
Quel fiore, sprigionando il suo profumo e imponendosi con il bianco dei suoi petali tra le foglie verdi di quell'albero così imponente, lo aveva riscosso rammentandogli al contempo come anche un momento dalle opache sfumature di grigio possa tornare a colorarsi di tinte calde, vitali, dolci e allo stesso tempo cariche di passione.
Quella mattina di libertà capitata per caso aveva avuto su di lui un effetto rigenerante.
Come l'ancestrale ed inconscio presagio di morte dinanzi ad un eclissi si dilegua appena il sole riappare in tutto il suo colore, così nell'aria leggera e profumata del mattino, l'eco di quelle sensazioni che l'avevano turbato lo abbandonava senza lasciare alcuna traccia nella sua vita.
Dominique si era reso conto, ancora una volta, di come niente e nessuno avrebbe potuto piegare la sua vita e le sue certezze, di come niente e nessuno avrebbe potuto sottrargli ciò in cui profondamente credeva. Perché nessuno poteva neanche immaginare quale fosse la forza del suo essere e di ciò che aveva costruito.
Gli tornò alla mente una frase che aveva sentito durante un viaggio in Arabia alcuni anni prima e che non avrebbe più scordato: "non può un vento caldo, che si insinua tra le oasi, cancellare le dune del deserto perché esse si trasformeranno sempre, ma nulla potrà mai distruggerle".
Il suo sguardo si riempii di nuovo delle note colorate dei suoi pensieri e delle sue emozioni, nelle sue vene ricominciò a scorrere impetuosa la vita e nel cuore riecheggiarono i suoi battiti, forti e vigorosi.
E con l'invincibile fierezza di chi ha la consapevolezza di aver vinto si issò in piedi e, raccolto il suo zaino, con i riccioli che ricadevano sulla fronte corse incontro alla nuova meravigliosa avventura che di lì a poco avrebbe vissuto.